La femmina dell’asino è allevata e apprezzata sin dalla it-asino.com notte dei tempi perché produce un latte molto nutriente, ricco di principi benefici, zuccheri e proteine. La coda è lunga e termina a forma di pennello con peli fitti e lunghi. Ha grandi orecchie, zoccoli alti, m la criniera è quasi del tutto assente. Dall’evoluzione di questa razza è sopravvissuta fino ai giorni nostri l’Equus asinus taeniopus, che oggi vive lungo le coste del Mar Rosso.
- Ne sarebbero poi derivate due specie ma solo una ha resistito e ci regala oggi l’Equus asinus taeniopus, alto circa 1,25 metri al garrese, vive vicino al mar Rosso ed anche in Ogaden ed in Dancalia.
- Il cavallo domestico ha 64 cromosomi, mentre l’asino domestico ne ha 62.
- Possiede una criniera corta e a punta, e delle orecchie molto grandi rispetto al resto del corpo.
- Il manto di solito è grigio, nero o bruno, a volte con una croce sul dorso.
Ma queste sono delle eccezioni, perché è un animale docile e per niente aggressivo. E’ una specie resistente che sopporta condizioni di vita e di lavoro che per i suoi simili sarebbero impossibili. L’asino è un animale molto docile e accondiscendente. Si servono dell’acqua contenuta in tutte le piante che mangiano, poiché bevono poco e possono permettersi di non bere da fonti d’acqua che gli sembrano poco pulite.
Hanno tutti il mantello scuro, mentre di colore grigio argentato sono la punta del naso, il ventre e la faccia interna delle cosce. Ad esempio è più basso l’asino, e ha la testa pesante, labbra grosse e orecchie lunghe. Come il mulo anche il bardotto è un ibrido sterile, somiglia al cavallo ma ha una criniera più folta e le orecchie piccole. In lingua inglese, il termine “jackass” designa il maschio dell’asino domestico, ma può anche essere usato in senso denigratorio; ad esempio, ne fecero spesso uso i cartoni animati di Tom & Jerry di Fred Quimby e di Chuck Jones. È fin dall’inizio della storia che l’asino domestico è stato utilizzato in Europa e in Asia occidentale (e poi nel resto del mondo) come animale da trasporto e da soma per persone, cibo, merci, carichi pesanti e trainare carri. Con la conquista del Nuovo Mondo, in particolare dal XVI secolo in poi, l’asino domestico si è diffuso anche nel Nord America come animale da lavoro al seguito dei colonizzatori.
Alcune razze asinine possono essere prevalentemente di colore nero, come l’asino nero di Berry, o brune, come l’asino mulattiere del Poitou. Il manto varia a seconda della razza, ma è generalmente di colore grigio, tranne il ventre, il muso e il contorno degli occhi, che sono bianchi. I colori di un asino possono essere di tutte le tonalità del grigio, del bianco e del nero, e anche di tutte quelle del marrone. Il manto di solito è grigio, nero o bruno, a volte con una croce sul dorso.
E’ il caso dell’asino bianco dell’Asinara o dell’asino sardo, apprezzato in tutto il mondo per il suo temperamento particolarmente vivace e rustico e per la sua spiccata propensione alla soma. Alcune di queste specie sono in via d’estinzione, nonostante i programmi di recupero e di tutela espressamente dedicati a questi animali. Un luogo comune molto diffuso è che indica l’asino come animale propenso a sferrare calci senza motivo. Una volta al mondo, il piccolo asino viene nutrito dalla mamma con il suo latte per i primi 6 mesi di vita.
Asino animali Siciliaasino Friuli Venezia Giuliaasino animali Belluno provinciaregalo asinoasino martina franca animaliasino stalloneasino animali Padova provinciaasino animali Treviso provinciaasino animali Emilia Romagnaasino cucciolo Ideale come mezzo di trasporto soprattutto sui sentieri di montagna, l’asino riveste un ruolo importante nell’economia domestica e agricola fino al secondo dopoguerra, quando il boom economico successivo, la meccanizzazione dell’agricoltura e il diffondersi dell’automobile presero il sopravvento su questo animale che venne in parte dimenticato e, quanto meno in Italia oggi rischia in modo piuttosto evidente l’estinzione, soprattutto per quanto riguarda le razze autoctone. Una leggenda vuole che per quest’ultimo episodio l’asino porti sulla schiena una croce nera. Si accontenta degli alimenti più scarsi e più poveri (mangia persino le pale dei fichi d’India) nonostante ciò il latte d’asina fu usato sin dall’antichità non solo come alimento per neonati (essendo il più simile al latte umano) ma anche per curare i malati e come prodotto di bellezza; tanto è vero che nell’antica Roma le matrone usavano bagnarsi nel latte d’asina per conservare la freschezza della pelle. Le origini dell’asino domestico si fanno risalire presumibilmente all’asino selvatico africano da cui si sarebbe giunti alle razze attuali attraverso successive selezioni ed incroci, si sa in ogni caso che il suo addomesticamento è anteriore a quello del cavallo, pur non potendo stabilire una data precisa. La prima apparizione del mulo si fa risalire, invece, al periodo dell’immigrazione mongola in Asia Minore.
Oltre che in Egitto e in Europa, altre scoperte paleontologiche hanno dimostrato la presenza dell’asino anche nelle zone della Mesopotamia, della Siria, della Persia, in Russia ed in Mongolia. I primi dati e reperti risalenti alla domesticazione dell’asino si sono ritrovati nella zona della Numidia e del Basso Egitto e risalgono al periodo compreso fra il 7.000 e il 4.000 AC, segno della profonda storia che lega l’uomo a questo animale fin dai tempi più antichi. Il mulo, ossia l’incrocio fra un asino e una giumenta, pare abbia fatto la sua prima apparizione nell’Asia Minore subito dopo l’immigrazione mongola. Il colore del manto è vario, l’altezza del garrese varia da 75 cm a 150, secondo le razze, il peso varia da150 kg a 500 kg,la gestazione dura circa 12 mesi.
Ne sarebbero poi derivate due specie ma solo una ha resistito e ci regala oggi l’Equus asinus taeniopus, alto circa 1,25 metri al garrese, vive vicino al mar Rosso ed anche in Ogaden ed in Dancalia. I luoghi comuni hanno appiccicato a questo animale l’etichetta di animale testardo, irragionevole e anche un po’ tonto, ma non è affatto vero. E non ci vuole un orecchio da musicista per accorgersi che il raglio dell’asino è unico, ben riconoscibile e molto rumoroso. “Lavorare come un mulo” invece è un modo di dire italiano che indica lavorare tanto, lavorare troppo, proprio come accade nella realtà con l’animale da soma, impiegato in lavori faticosi e continuativi. In Italia vi sono allevamenti in Sicilia; in Europa è diffuso in Spagna e Portogallo.
In Asia, invece, l’asino ha sempre convissuto al fianco di specie equine assai simili, come l’Ermione e l’Onagro. Ben lungi dall’essere testardo, stupido, cocciuto o pigro, questo simpatico quadrupede è semplicemente un tipo a cui piace la tranquillità e che ama fare ogni cosa con calma. L’asino domestico è considerato fin dall’antichità (si pensi all’asino in cui si trasforma il protagonista del romanzo latino di Apuleio L’asino d’oro) un animale molto dotato e attivo sessualmente. L’asino domestico è famigerato per la sua ostinazione e testardaggine, anche se questa cattiva fama si deve ad una cattiva interpretazione, da parte di alcuni, degli istinti di conservazione di tale animale. I contadini più poveri lo preferivano al cavallo domestico, e ciò gli valse il nome di “cavallo del povero”; continua a mantenere una grande importanza in molti paesi in via di sviluppo. Velocemente, il suo utilizzo si è esteso nel Mediterraneo e nel sud dell’Europa, diventando l’animale da soma e da monta più diffuso nelle civiltà dell’epoca.
